La Riabilitazione del Pavimento Pelvico

 

La riabilitazione del pavimento pelvico è una terapia  non invasiva per incontinenza urinaria e fecale, disfunzioni sessuali e dolore cronico. È un trattamento che richiede una attiva partecipazione del paziente ma che garantisce in alcuni casi, una valida alternativa alla chirurgia o comunque un supporto efficace nel migliorare l’esito di un intervento.

Il pavimento pelvico si trova nella della cavità addomino-pelvica ed è costituito da un sistema di supporto muscolare e di sostegno legamentoso i quali formano un piano di appoggio e di contenzione di tutti  gli organi addominali.
Il principale muscolo del pavimento pelvico è l’elevatore dell’ano.

È costituito da tre fasce muscolari: – pubo coccigeo – pubo rettale – ileo coccigeo

Quando questo muscolo se eccessivamente contratto, può provocare dolore a riposo, o durante la minzione o l’attività sessuale. D’altra parte il tono muscolare può ridursi dopo una gravidanza o dopo chirurgia pelvica, o a seguito di un aumento di peso, o del sopraggiungere della menopausa. Questa condizione può associarsi a incontinenza o a scarsa sensibilità durante la penetrazione vaginale.

In cosa consiste la riabilitazione?

Dopo un’accurata visita, eseguiti gli eventuali accertamenti diagnostici e formulata una diagnosi funzionale dei muscoli pelvici, il trattamento inizierà sotto la guida del fisioterapista che si occuperà di seguire passo per passo l’evoluzione della patologia rivalutandolo giornalmente e guidandolo nel raggiungimento degli obiettivi terapeutici fissati.

La terapia solitamente è distinta in quattro parti fondamentali:

1. La presa di coscienza

Entrare in sintonia con il proprio pavimento pelvico econtrarlo correttamente; imparare a gestire le pressioni intra addominali (tosse, starnuti, sforzi) e a comprendere quali stimoli esterni ne influenzano la statica. Può sembrare banale ma non lo è perché. Molti di noi sarebbero in grado di contrarre facilmente un bicipite, qualcuno un tricipite. Eseguire una contrazione del muscolo elevatore dell’ano è un po’ più complesso. L’area cerebrale dedicata alla muscolatura del pavimento pelvico è molto ridotta e quindi una parte fondamentale del percorso riabilitativo consiste nel comprendere dove sono localizzati i muscoli che andremo a trattare.

2. La manipolazione e l’esercizio fisico

Facilitare l’apprendimento di nuovi schemi motori ed il rinforzo della muscolatura pelvica. Il Fisioterapista individuerà eventuali aree di tensione muscolare o di zone con scarsa forza muscolare. Attraverso la manipolazione sarà possibile ridurre la tensione delle aree ipertoniche o ideare nuovi schemi motori che rendano più efficace la contrazione muscolare.

3. Il Bio-feedback

Si tratta di uno strumento di supporto alla presa di coscienza. Tramite una sonda endocavitaria o degli elettrodi di superficie, la contrazione muscolare viene visualizzata su di un monitor. Ad ogni contrazione muscolare corrisponderà un segnale visivo o un suono che saranno la prova della corretta esecuzione dell’esercizio. Il paziente potrà quindi prendere coscienza del tono di base del muscolo ed imparare a modificarlo, visualizzare in tempo reale la qualità e la forza della contrazione generata. In questo modo sarà possibile strutturare sequenze di esercizi studiate ad hoc per il singolo paziente.

4. L’Elettrostimolazione

Sollecitare in modo passivo tutti quei meccanismi uretro-sfinterali che producono inadeguatezza detrusionale, perdita di qualità sfinterale o di tono muscolare e quindi di urina. La stimolazione elettrica viene trasmessa attraverso delle sonde poste in vagina o nel retto, interessa la muscolatura striata peli-uretrale, non deve mai suscitare dolore o disagio nel paziente.